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Su di noi

L'AZIENDA

La nostra Società Agricola nasce con l’obiettivo principale di valorizzare il vitigno autoctono Arvisionadu, uno dei più rari e antichi della Sardegna; ne coltiviamo tre ettari. Il restante vigneto è impiantato a Cannonau e Cagnulari, tipici della Sardegna, con due vitigni internazionali: Sangiovese e Syrah.
Il tancato di Luzzanas di nove ettari, ha un patrimonio vitato di cinque ettari,con al centro la cantina. Le vigne inframezzate da zone verdi di olivastri ed antichi ulivi, tra rocce granitiche, seguono il naturale andamento del terreno.
Una viticoltura esigente e delle vinificazioni non sofisticate, permettono ai nostri vini di esprimere al massimo tutte le finezze e la purezza del nostro territorio.

STORIA

In breve le tappe che hanno caratterizzato la storia della Cantina Arvisionadu

La prima vigna di Luzzanas

1950

Nella tenuta di Luzzanas viene impiantata la prima vigna.

a
Rinnovo della Tenuta

2006

Un nuovo primo impianto per riscoprire l'Arvisionadu

La prima vendemmia

2009

A Luzzanas la Cantina Arvisionadu vendemmia per la prima volta

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Il primo vino

2010

Il primo vino della Cantina Arvisionadu vede la luce

La prima Bottiglia

2014

Viene imbottigliata la prima bottiglia di G'Oceano

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I primi riconoscimenti

2015

La Cantina Arvisionadu vede riconosciuta la qualità delle proprie etichette nelle prime manifestazione e riceve i primi premi

STORIA DEI LUOGHI

La Cantina e la vigna si trovano in un tancato in Località Luzzanas nel Comune di Benetutti, nel Goceano, il territorio in linea d’aria più lontano dal mare, nel cuore della Sardegna, della quale racchiude tutti i sapori e i profumi più genuini e caratteristici. La zona sempre abitata grazie alla mitezza del clima, alle sue acque e alla fertilità del suolo, presenta nel suo territorio testimonianze di interesse storico-archeologico rilevanti. Ricordiamo il famoso ipogeo prenuragico di Luzzanas, datato circa 6.000 anni fa, con inciso nelle pareti un labirinto, una delle incisioni rupestri fra le più antiche mai conosciute. Nel podere è presente un nuraghe, con dentro la cinta muraria, una piccola fonte di tracimazione usata anche per bere. L’area in questione era frequentata assiduamente dagli antichi romani grazie alla presenza delle sorgenti termali di Aquae Lesitanae, le attuali sorgenti Termali sulfuree di S. Saturnino, come testi- monia in un suo libro Claudio Tolomeo,vissuto nel Secondo secolo. È citata inoltre nell’ Itinerarium Provinciarum , compilato sotto l’imperatore “Caracalla” (211-217 d. C.) nel tracciato di strada che andava da Olbia a Caralis passando nella zona interna dell’Isola. Durante la preparazione del terreno per l’impianto del primo vigneto negli anni cinquanta furono trovate dei reperti archeologici e delle monete romane donate al Museo archeologico di Cagliari. Sempre nel Goceano da ricordare la chiesa romanico-pisana di San Saturnino ed il castello di Burgos.

Storia dell'Arvisionadu

Le prime citazioni del vitigno in Sardegna risalgono alla prima pubblicazione in materia, dello studioso sassarese, Manca dell’Arca (1780) che, descrivendo le varietà allora coltivate, lo chiama “Arvu siniadu, dai grani prolongati e rari”. Cettolini (1897) lo indica con il nome di Arvusiniagu e Arvusemidanu, mentre il Cara, nel 1909, lo cita con il nome di Alvu-signadu. Il vitigno viene poi citato nelle liste OIV (1996) e da Galet (2000). Nuove schede sono pubblicate da Deidda (1964) e da Calò, Costacurta e Scienza (2001). È presente nelle collezioni nazionali dell’INRA di Montpellier e del CRA di Conegliano Veneto e in quelle regionali della Sardegna gestite dall’Università di Sassari e dall’Agenzia Regionale AGRIS.
Arvisionadu, avresiniadu, alvu signadu, arvusiniagu: un nome composto da arvu o alvu (bianco in lingua sarda) e signadu o sionadu (segnato in sarda)= segnato di bianco, albus signatus in latino, marcato con un fiocco, un sassolino bianco, col gesso, come facevano gli antichi romani che frequentavano la zona di Luzzanas e conoscevano il vino, per segnare le cose buone, le giornate fauste da ricordare.

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